sabato 11 febbraio 2012

Solo ieri

Dopo le lunghe piovose giornate autunnali non era cosa rara trovare sotto i pini  i prataioli...li vedevi spuntare luminosi nel grigiore del campo.Li raccoglievo col nonno uno a uno, con delicatezza, come si fa con le cose che hanno valore e che si teme di rompere.Mi sembrava di trovare il mio piccolo tesoro. Dietro il ristorante succedevano spesso queste magie, e io ne ero la protagonista.Quando l 'erba era alta e incolta mi tuffavo come in un mare immenso in quelle onde morbide, onde che a me sembravano cavalloni da saltare e saltare, ma solo io sapevo che dietro casa mia c' era un grande oceano...capitava che, tra un salto e l' altro, vedessi scorgere qualcosa di vivo nell' erba fitta.Qualche piccolo uccellino ancora incapace di volare annaspava con tutta la sua forza , cercandosi un varco di libertà...lo raccoglievo con la stessa delicatezza con cui tiravo sù i prataioli e lo portavo fuori da quel labirinto verde..quando poi l' erba veniva tagliata e fatta sù per seccarsi, ecco che diventava un lungo ostacolo da saltare, un invito molto allettante per quel cavallino che ero. In fondo al campo mio nonno, credo, aveva piantato una lunga fila di peri, che producevano ottimi frutti.Un grande ciliegio invece vi stava di fronte, era bellissimo vederlo fiorire; sapevo che da lì a poco tempo avrei mangiato ciliege da star male.Un brutto anno successe però che quel florido albero si ammalò, e gli operai furono costretti a tagliarlo.Se  ne parlava con tono dimesso in casa, sembrava una specie di lutto familiare ma non poteva che essere così, perchè noi della campagna  vivevamo un tuttuno il rapporto con le cose semplici della natura.Quando il vecchio ciliegio fu tagliato in tanti pezzetti mi si strinse il cuore, quell' odore di legno e segatura fresca strideva con l' imminente fine che stava  toccando alla pianta.Anche il salice si ammalò, fu un anno nero per le piante dei miei..ma il campo non smise di stupirmi, di tanto in tanto mi regalava ranocchiette verdi , chioccioline, lucertole senza coda...e violette , narcisi e giacinti  a non finire, che la nonna raccoglieva con me assieme alle prime margheritine...." fatti una coroncina di margherite", mi diceva , e io piano piano le intrecciavo e poi le mettevo un testa come una corona. Ho ancora una foto di me, seduta su uno stuolo di fiori, lo sguardo innocente intento a compiere l'opera...Nel parcheggio asfaltato automobili fanno a gara per trovare un posto, i gatti di mia mamma scappano spaventati  sentendone  il rumore....non sanno che  qualche anno fa, proprio  lì, avrebbero potuto rincorrersi e rotolarsi in un immenso mare verde..