mercoledì 2 novembre 2011

I ricordi del cuore

Come già scritto in precedenza, la mia famiglia aveva un ristorante di  proprietà in quel di Vancimuglio.Accanto, un piccolo negozio di alimentari gestito prima dai miei bisnonni e poi dai miei nonni paterni.Ricordo un giorno d' estate di molti , moltissimi anni fa....avrò avuto cinque anni, nonno Giovanni mi disse :"dai, sali sul carrello della spesa che ti faccio fare un giro nel piazzale..."...elettrizzata dall' idea salii senza
incertezza,il nonno iniziò a spingermi e da lì a poco il carrello prese velocità.
Deve essere stato un  sassolino malefico a incastrarsi sotto una ruotina del carrello, fattosta (si scrive cosi???? boh) che il carrello s' incurvo e scivolò rovinosamente a terra, con tanto di sottoscritta a bordo.Nulla di grave, ma avevo le ginocchia sbucciate e io che a quell' età indossavo sempre gonnelline carine ne feci una malattia.Mi vergognavo tremendamente di quei due bozzi rossi, e per un bel pò volli indossare solo pantaloni.Il nonno era dispiaciutissimo, mi aveva vista piangere  per la paura e si dispiacque non poco anche per i segni sulle ginocchia...ad ogni modo fu un episodio di poco conto, ma forse non lo fu per lui .Probabilmente si sentiva in colpa, aveva temuto per l' icolumità della  sua adorata nipotina,  non so....però dopo quell' episodio iniziò a viziarmi in ogni modo, qualsiasi cosa desiderassi lui mi accontentava.
Al ritorno da una vacanza a Rapallo , come regalo mi portò una bicicletta azzurra.Sfrecciavo su parcheggio del ristorante come una scheggia, e gli dicevo che la bici era,  nei miei giochi di fantasia,  un cavallo..."ah si, un cavallo?? ti piacerebbe averne uno?", mi disse senza esitazione.Era il mio sogno avere un pony, e lui lo sapeva molto bene malgrado la domanda fintamente buttata lì a caso.L' indomani andammo alla fiera di Grisignano, in un recinto un pony maculato (Appaloosa, dice Bea,non si dice maculato a un cavallo!!!!!) mi guardava con occhi languidi, e io ne ero già innamorata.Ricordo ancora il prezzo, 500 mila lire."Lo compriamo!", disse il nonno."Ma solo se vieni a casa in sella e fai pure il cavalcavia senza scendere!".....Tornammo a casa con un criceto.Avevo troppa paura dell' altezza, anche un pony mi sembrava altissimo....se fossi stata soltanto un pò piu coraggiosa, avrei portato a casa l' equino.Il nonno lo avrebbe acquistato di sicuro.Quattro anni più tardi un tumore maligno interruppe in  soli quattro mesi questo amore immenso che ci legava.Ogni sera, ogni santa sera, interrompevo la visione dei miei cartoni preferiti per andare in geriatria a trovare mio nonno.Ero l' unica bambina  che girava nei corridoi lugubri di quel bruttissimo reparto.E ogni sera lo vedevo spegnersi un pò di piu;è stato allora che ho iniziato a capire il senso della parola  "impotenza".Portavo da casa i miei pelouches con me, mi davano coraggio quando gli andavo vicino e lo vedevo soffrire.Ricordo la sera prima della sua morte, il medico di turno.Freddezza agghiacciante:"è finita".Fine dei nostri giochi, delle nostre vacanze a Jesolo, fine delle risate , dei baci.è stato il primo lutto importante della mia vita, ho provato un senso di abbandono terrificante.Quando vado a trovare i miei genitori c' è ancora il mio pianoforte nero sul soppalco, dono dei miei nonni. Una targhetta in oro dice "a Samantha con affetto i nonni Giovanni e Camilla"....ho smesso di suonare il piano alle medie, ora lo strimpella Bea, intona qualche semplice canzoncina e si diverte un sacco .Mi piace pensare che da lassù i miei nonni cantano con lei.

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